La luce di Efraim – di Simcha H. Benyosef

Nella pagina delle pubblicazioni, si può scaricare gratuitamente il libro di cabalà di Simcha H. Benyosef,
prima edizione in italiano http://www.laviadellacabala.org/libri-e-pubblicazioni/

 

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Modaah veGiluy Daat

Estratto della preghiera ebraica quotidiana
Modaah VeGiluy Daat – Dichiarazione di fede (dal Siddur Od Yosef Chai
[OY “Ch Miketz 1])

Io credo con fede completa e perfetta che Hashem nostro Dio sia la causa di tutte le cause. Egli soltanto ha creato le dieci sefirot: Keter, Chokhmah, Binah, Chesed, Gevurah, Tiferet, Netzach, Hod, Yesod e Malkhut.

La Sua luce è nascosta e velata in Keter Elyon (che corrisponde all’apice della lettera Yod del Suo nome sacro, il Tetragramma) e da lì si diffonde nella י Yod, che parallela Chokhmah, nella ה Heh che parallela Binah, nella ו Vav che comprende le sei sefirot – Chesed, Gevurah, Tiferet, Netzach, Hod e Yesod e nella ה Heh che parallela Malkhut.

Alla Sua luce che è contenuta nelle dieci sefirot di Atzilut offriamo le intenzioni delle nostre preghiere, le nostre benedizioni e ringraziamenti, il nostro studio della Torah santa e il nostro compimento dei comandamenti della Torah e dei rabbini.

Offriamo anche ogni pensiero buono e ogni desiderio santo del nostro cuore, per portare giù l’illuminazione suprema e la benedizione infinita dall’illuminazione [dell’En Sof] in Atika Kadisha che corrisponde a Keter Elyon, ad Abba e Ima che corrispondono a Chokhmah e Binah e da Abba e Ima al Re Santo (Zeir Anpin) e al Frutteto delle Mele Sante (Nukva) che corrispondono a Tiferet e Malkhut.

Credo con fede completa e perfetta che Hashem è il nostro Dio. Egli è l’Uno [di cui il profeta Zaccaria ha detto]: “Hashem è Uno e il Suo Nome è Uno”. Egli era, Egli è ed Egli sarà. Egli era: nascosto e velato in Keter, Egli è: che avvolge la Sua luce nelle dieci sefirot di Atzilut, Egli sarà: che si rivela attraverso Tiferet e Malkhut.

A Lui ci abbandoniamo e offriamo la nostra nefesh (anima), la nostra ruach (spirito vitale) e la nostra neshamah (anima divina), [e dichiariamo la nostra disponibilità a dare la nostra vita] per la santificazione del Suo Nome Benedetto. Riceviamo perciò su di noi il giogo del Suo Regno, con grande amore e volontà dell’anima, come è scritto nella Torah:
(Coprite gli occhi con la mano destra sul vostro tallit (se lo indossate) (OY “Ch Vaera 1) dicendo):

Shemà Israel Hashem Elokenu. Hashem Echad
“Ascolta Israele, Hashem (l’Eterno Infinito) è il nostro Dio. Hashem è UNO”.

(sussurrando): Baruch Shem Kevod Malkhutò le olam va’ed
(sussurrando): Il Nome (la rivelazione) della Gloria (splendore) del Suo regno (provvidenza nascosta) sia benedetto (attratto giù e aumentato sempre di più per illuminare l’oscurità di questo mondo, ora e per tutta l’eternità.

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Riconvertire la materia in energia, l’oscurità in luce

Miriam Oryah
Il nostro corpo fisico e la materia, insegna la Cabalà della Torah (e la scienza l’ha scoperto anch’essa nell’ultimo secolo) sono “luce o energia ispessita”.
Il nostro corpo e tutta la realtà materiale del nostro universo fisico è considerata dalla Cabalà un levush, un “vestito” della luce divina (anima) che lo riempie e gli da vita, chaiut e shefa.
E’ la nostra anima che riempie il nostro corpo e gli da la sua forma. Ovvero è con l’occhio dell’anima che vediamo, è con il naso, la bocca, le gambe, i piedi dell’anima che respiriamo, parliamo, ci muoviamo. Infatti al momento della dipartita dell’anima dal corpo, questo giace inerte, non vede, non sente, non respira etc.
In altre parola, la nostra vera essenza è l’anima, che non muore mai, è eterna, e quando esce dal corpo sale nel mondo delle anime.
Il corpo secondo la tradizione ebraica va sempre interrato perché si purifichi dalle sue impurità (zuhama) e al momento della resurrezione dei morti verrà ricostituito da un osso indistruttibile che si chiama luz, e l’anima ritornerà ad riunirsi ad esso e vivranno insieme per l’eternità. Naturalmente al momento della resurrezione dei morti il nostro corpo sarà spirituale non materiale come ora, diciamo che il corpo sarà come l’anima e l’anima sarà ancora più luminosa.
La cabala insegna che il nostro scopo nel mondo è il tikun olam, ovvero spiritualizzare la materia in modo che questa diventi “trasparente”, rivelando – invece di nascondere – l’anima.
Mosè quando scese dal monte Sinai dopo aver parlato faccia a faccia con l’Infinito Creatore, aveva il volto luminoso, ovvero aveva raffinato a tal punto il suo corpo materiale, che il suo volto risplendeva con la luce della sua anima.
Il nostro scopo nel mondo è quindi rendere il corpo un servitore dell’anima, di modo che anche il corpo acquisti la luminosità, l’energia sottile dell’anima, visto che ora la materia è energia ispessita, condensata.
La Cabalà si riferisce a Dio con il termine En Sof, Infinito, perché è al di sopra di qualsiasi concetto umano, di qualsiasi categoria logica. la Cabalà dice che Dio è un’Intelligenza Cosmica, che ha creato tutto e ricrea tutto in ogni istante, e anche noi esseri umani come tutto il resto veniamo ricreati ogni nano secondo, perché questa è la volontà divina, che ci ha voluti in esistenza perché ognuno di noi ha la sua missione speciale da compiere in questo mondo che nessun altro all’infuori di noi può realizzare.
Noi non possiamo capire l’Infinito, perché la nostra intelligenza è umana e limitata, mentre la Sua Mente, se così si può dire, è Infinita e illimitata al di sopra dello spazio-tempo.
Dio non ha corpo, nulla Lo può contenere perché tutto è stato creato da Lui, e tutto è parte della Sua Unicità Assoluta, non ci sono altri poteri all’infuori del Suo.
La Sua Unicità è Assoluta è superiore alla somma delle Sue singole parti.
L’Infinito En Sof è eterno, ha preceduto il mondo e anche se questo dovesse cessare di esistere rimane eterno e illimitato.
Tutto nella creazione contiene un’anima, una scintilla di divinità che lo fa vivere. Le pietre, i vegetali, gli animali, gli uomini, tutti abbiamo un’anima, e via via che si procede sulla scala evolutiva della creazione, dal minerale, al vegetale, all’animale, al parlante l’anima diventa sempre più evoluta in consapevolezza..
Dio è buono e ha creato l’universo a nostro beneficio, e perché potessimo attaccarci a Lui in devekut, tramite l’emulazione dei Suoi attributi o qualità.
L’universo ha delle imperfezioni perché Dio vuole che sia l’uomo ad apportare le correzioni e i miglioramenti, ed è per questo che siamo stati di libera scelta, bechira chofshi, e siamo responsabili delle nostre scelte e azioni.
Quindi quando agiamo bene siamo partner dell’En Sof, quando agiamo negativamente andiamo contro il Suo piano per rendere questo mondo, e noi stessi, un mondo migliore.
Dio ha creato il mondo, ovvero lo spazio e il tempo, e quindi naturalmente Lui è al di sopra dello spazio-tempo. Queste sono dimensioni umane, che non influiscono in alcun modo sul divino.
Se guardate la natura, le stelle, il firmamento, lo stesso corpo umano così perfetto con i suoi milioni e trilioni di cellule, vi renderete conto che niente di questo è casuale, così come non sono casuali le nostre vite e quello che dobbiamo fare nel mondo.
L’essenziale è non sprecare tempo in cose inutili, ma dedicarsi a compiere il nostro lavoro per riconvertire la materia in luce e consapevolezza e avvicinarci sempre più al divino, alla spiritualità, attaccarsi all’Infinito, salire sulla scala delle anime fino ai livelli più alti della spiritualità e connessione all’Uno Infinito.
Attraverso la preghiera, i salmi soprattutto, lo studio della Torah d’Israele tra cui la Cabalà e le opere di beneficenza e aiutare il proprio prossimo.
Su questi tre pilastri si fonda il mondo, dice il Trattato Massime dei Padri del Talmud.
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La luce originaria di Pesach

La Luce della Pesach-Pasqua originaria
(dal libro: La luce di Pesach)
Copyright © 2012 Rabbi Avraham Sutton
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Da dove proveniva la luce che si manifestò in tutta la sua grandezza durante il Pesach (Pasqua ebraica) originaria? Rabbi Nachman di Breslov domanda e risponde che fu “presa in prestito” dal futuro (1 Likutey Halakhot, Orach Chayim, Netilat Yadayim Shachrit 2:6).
Qual è l’essenza della redenzione dall’Egitto? Da quale “luogo” e “tempo” sono stati presi [“in prestito”] tutti i miracoli e i prodigi soprannaturali che si sono verificati allora, quando Hashem cambiò completamente e capovolse l’ordine naturale del mondo, annullando le leggi e le costanti della natura, e rivelando così la sua provvidenza non mitigata sul mondo?
Tutto è stato preso in prestito dal livello chiamato ha’ketz ha’acharon (il tempo finale), vale a dire dalla luce che sarà rivelata in quel tempo. [Infatti Hashem ci dimostrerà che non è mai esistito qualcosa come la “natura”.] Le cosiddette leggi della natura saranno annullate [e tutti vedranno che erano solo una copertura per l’ininterrotta e diretta provvidenza di Dio].
Il tempo finale non è altro che il grande Shabbat [che culminerà nei 6000 anni di questo mondo], è Alma d’atei (il mondo futuro), il completo Shabbat [che farà seguito ai “giorni feriali” di questo mondo].
Hashem estrae la luce della provvidenza da questo futuro ultimo, dal sof ha’olam (vale a dire, da oltre i confini noti del mondo), dal ketz ha’acharon (il futuro finale) [al fine di rovesciare l’ordine naturale e liberarci dal nostro personale e collettivo Mitzrayim-Egitto].
Nella fonte di cui sopra, Rabbi Nachman aggiunge nei suoi Likutey Moharan I 250:
Quando nel Santo si desta la compassione per Israele, per liberarli dal loro esilio e porre fine alla loro sofferenza, Hashem effonde la sua hashgachah (Divina Provvidenza) su di loro, prendendola dal sof ha’olam (l’estremità del mondo), cioè dal ketz (fine del tempo) futuro, quando Egli annullerà completamente la “natura” [sfatando l’illusione che esista qualcosa di separato da Lui], rivelando che non esiste nient’altro che la sua hashgachah-provvidenza.
Questo è il significato di: “I cieli [da noi percepiti ora con i nostri occhi] si dissolveranno come fumo, e la fisicità della terra si affievolirà, come un vestito consunto; i corpi fisici degli abitanti della terra moriranno, soltanto la mia salvezza [pura hashgacha, genuina e incontaminata] durerà per sempre” (Isaia 51:6). Quindi, anche oggi [nella storia umana], quando Hashem vuole determinare la fine di una civiltà particolare, al fine di elevare Israele, Egli effonde su di loro la Sua hashgachah-luce dal ketz ha’olam (cioè oltre i confini del mondo).
Come si vede dagli insegnamenti di Rabbi Nachman c’è un modo ancora più profondo di vedere questa luce. Se la luce della Yetziat Mitzrayim, la luce dell’esodo dall’Egitto, è stata presa in prestito dalla luce del ketz-ha’acharon, la fine ultima, e non è altro che la luce della redenzione futura, qual è la fonte della luce della redenzione? Da dove sarà “tratta”?
In effetti la redenzione futura sarà infinitamente più potente (nella proporzione di 50 x 50) rispetto alla Pasqua originale, com’è implicitamente detto nel versetto del profeta Michea 7,15: “Ki’mei tzet’khem me’eretz Mitzrayim ereinu niflaot – come nei giorni del vostro esodo dall’Egitto, mostrerò loro (vale a dire, all’ultima generazione) niflaot – meraviglie”, dove la parola niflaot può essere letta come nun-pelaot, “50 x 50 volte il livello di meraviglie”, dove la lettera nun è scritta nun-vav-nun, cioè 50 x 50.
Ci sono numerose fonti che dicono tutte la stessa cosa: la luce della redenzione futura, la luce del Mashiach-Messia, la luce del Beth HaMikdash-Tempio di Gerusalemme e la luce del grande Shabbat, sono tutte manifestazioni della Or HaGanuz, la luce originale, che Hashem ha messo da parte per creare l’universo, insieme all’uomo (Midrash Genesi Rabbah 11:2; Chagigah 12a, e commento di Rashi alla Genesi 1:4).
Rabbi Yehuda bar Simon ha detto: La luce [spirituale o mentale] che il Santo ha creato il primo giorno della creazione era così grande che Adamo poteva vedere da un capo all’altro del mondo. Quando il Santo previde gli atti malvagi delle generazioni del diluvio e della torre di Babele, decise di mettere da parte quella luce per i giusti [che sarebbero risorti] in futuro. Come sappiamo che Hashem nascose questa luce? Perché è scritto: “Ha messo la luce al riparo dal malvagio” (Giobbe 38:15). Come facciamo a sapere che l’ha messa da parte per i giusti nel futuro? È scritto, “La via del giusto è come una luce radiosa che diventa più brillante sino al mezzogiorno” (Proverbi 4:18).
Nello Zohar 1:30 b e b 1:31 leggiamo:
È scritto: “Elokim disse: Sia luce e ci fu Luce”.
Questa è la Prima Luce superna che esisteva prima della creazione dell’universo. Da questa uscirono tutte le moltitudini e le forze, e la terra fu addolcita, e il suo potere portato alla luce … Quando il Santo previde gli atti dei malvagi del mondo la nascose, e ora viene rivelata solo in modi nascosti e oscuri.
Rabbi Yitzchak ha detto: La luce con cui il Santo ha creato il mondo era onnipresente. Si estendeva da un’estremità all’altra dell’universo. Poi la nascose, così che i malvagi non ne abusassero per i loro scopi. La riservò quindi per i giusti [che sarebbero risorti], com’è scritto: “La luce è seminata per il giusto, e la gioia per i retti di cuore” (Salmo 97:11).
Quando il Santo rivelerà infine quella luce, tutti i mondi saranno addolciti [rettificati]. Tutto sarà UNO. Fino a quel giorno futuro, essa [la luce unificata] resterà nascosta.
E nel Sefer Bahir 160 è scritto:
Rabbi Berakhyah si sedette, spiegando: “Ogni giorno si parla del mondo-a-venire. Ma capiamo cosa significa? In aramaico Olam Haba (il mondo-a-venire) è Alma d’Atei (il mondo-che-è venuto). E qual è il significato del mondo-che-è venuto? Abbiamo imparato: “Prima che il mondo fosse creato, sorse nel Pensiero il desiderio di creare una grande luce per illuminarlo. Il Santo creò dunque una luce così grande che nessuna cosa creata poteva sostenere … Prevedendo che il mondo non sarebbe stato in grado di sopportare [la piena intensità di] questa luce, il Santo ne prese un settimo, lasciandola lì per il mondo. Il resto [cioè, la maggior parte della luce] la mise da parte per i giusti nel futuro ultimo. Poi disse: Se si mostrano degni di questo settimo, salvaguardandolo, gli darò il resto nel mondo finale. Questo è il motivo per cui si chiama Alma d’atei (il mondo-che-venne), perchè esisteva già da [prima] i sei giorni della creazione. Per quanto riguarda questa luce è scritto: “Quanto grande è il bene che hai riposto per coloro che ti temono” (Salmo 31:20).
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Yechidah e Chayah – Livelli transpersonali dell’anima

Rav Avraham Sutton ©

Ci sono cinque livelli principali dell’anima. Partendo dal basso abbiamo: nefesh, ruach, neshamah, chayah e yechidah. Se iniziamo con la nefesh, e ci spostiamo in alto attraverso i canali dell’anima, ci innalziamo dalla separazione, frammentazione e solitudine e arriviamo al gruppo e poi all’unità cosmica.

5. Yechidah – il livello in cui ciascuno di noi, insieme a tutti gli altri, fa ancora parte di una SOLA entità, essendo fusi nell’Unicità dell’En Sof Infinito Benedetto.
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4. Chayah – l’anima collettiva o di gruppo, con cui eravamo collegati prima di nascere in qualità di individui. Questo livello esiste ancora, ma è nascosto.
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3. Neshamah – corrisponde in parallelo alla nostra ricerca e necessità di significato. Abbiamo bisogno di un contesto in cui la nostra identità, conquistata faticosamente, abbia un significato. Questo è il livello che deve portarci a considerare le nostre vite come “una realtà superiore” [anche se questa viene sviata e ritardata, quando viviamo in un ambiente che fa di tutto per costringerci a continuare a cercare al di fuori di noi stessi].
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2. Ruach – in un senso psicologico, parallela il nostro bisogno di sapere chi siamo, il nostro sforzo di conoscere e stabilire la nostra identità.
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1. Nefesh – corrisponde al nostro istinto di sopravvivenza e alla nostra fisicità. E’ l’estremità inferiore della nostra anima, la parte che si interfaccia con il nostro corpo fisico. Secondo la Cabalà, la nefesh si identifica così tanto con il corpo perché nasce e termina con il corpo.

La vita in questo mondo crea l’illusione che Dio non sia con noi. In virtù del fatto che siamo tutti “ospitati” in corpi separati, unici e individuali, si crea l’illusione che siamo veramente separati e scollegati l’uno dall’altro. Ma c’è un livello superiore di coscienza, in cui iniziamo a capire che siamo connessi all’Unità di Hashem, e siamo anche collegati l’uno all’altro. Questi due livelli sono chiamati Yechidah e Chayah. Cos’è questo livello collettivo? Come ci colleghiamo ad esso?

Anche se ci sembra di essere bloccati “giù” nei livelli più bassi della nostra anima, in cui siamo profondamente consapevoli della nostra distinzione e separazione, esistiamo comunque anche nei livelli più elevati. Il collegamento non è mai reciso, solo attenuato e indebolito. Il nostro lavoro, attraverso gli insegnamenti più profondi della Torah, è quello di ricollegarci a quei livelli più alti.

L’Arì z.l. spiega che i cinque livelli dell’anima corrispondono cinque livelli dello Shem Havaya (Tetragramma) (Etz Chayim 42:3).

יחידה Yechida קוצו של י’  Apice della yod
חיה Chaya י Yod
נשמה Neshama ה Heh
רוח Ruach ו Vav
נפש Nefesh ה Heh

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Tre insegnamenti del chasidismo

Il chassidismo ci ha trasmesso tre insegnamenti fondamentali per vivere bene:

1) Non lasciarsi mai andare alla disperazione.
2) Non diventare mai tristi.
3) Non avere mai rimpianti

I Chassidim evitano di rimuginare sul loro passato, perché secondo le loro guide spirituali, contemplare il passato non ha nessun scopo positivo per il futuro: ci creiamo invece un’ossessione malsana per le nostre trasgressioni passate e questo ci impedisce di occuparci del nostro tikun/trasformazione personale e quella del mondo.

Il Rebbe di Gur dice:

Il presente, questo “adesso”, che è il momento in cui stiamo parlando, non esisteva quando il mondo è stato creato e non ritornerà mai più. L’attuale “adesso” è stato preceduto da un altro “adesso” e sarà seguito da un altro “adesso”. Ogni “adesso” ha il suo compito divino unico. Chi pensa costantemente ai peccati che ha commesso, riguardo al male che ha fatto, è occupatissimo in quei pensieri, perché ci immergiamo in qualunque cosa stiamo pensando. Tutta la loro anima è immersa in questi pensieri negativi e quindi sono immersi nel male. Trovandosi in una situazione del genere non sono in grado di ritornare sulla retta via … .Inoltre c’è anche il pericolo che questi pensieri possano portare alla tristezza … non importa se si spinge il fango da questa o quella parte, rimane sempre fango. “Ho peccato o non ho peccato?” Che bene ne può derivare al Cielo se continuo a farmi questa domanda? Avrei potuto invece creare una collana di perle e questo sì che avrebbe causato gioia in Cielo. Come è scritto: “Allontanati dal male e fai il bene.” (Salmi 34,15, 37,27): non soffermarti sul male, fai invece cose buone. Se abbiamo fatto qualcosa di sbagliato, possiamo compensarlo facendo qualcosa di buono.

Quando sprofondiamo nei pensieri riguardo ai peccati e alla cose negative che abbiamo fatto in passato, non possiamo cambiare. La legge ebraica, l’halakha, si concentra invece sull’auto-miglioramento, la nostra trasformazione in bene, perché questo è quello che vuole l’En Sof Infinito.

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La nostra preghiera crea i nostri angeli custodi e aumenta il livello della nostra anima

Con ogni preghiera spontanea che preghiamo a Dio, con ogni salmo che recitiamo, creiamo un angelo, ovvero energia luminosa positiva che ci avvolge e protegge. Più salmi preghiamo, più preghiere spontanee diciamo, più il campo magnetico luminoso intorno a noi si amplia, si rafforza e ci fa da scudo contro le avversità della vita.

Gli effetti di queste preghiere sono estremamente benefici perché ci colleghiamo maggiormente al divino, da cui in cambio riceviamo benedizioni, inspirazioni su come agire nel modo giusto nella nostra vita, e tutto quello che ci serve per la nostra missione nel mondo. Attraverso la preghiera spontanea e dei salmi capiamo che non siamo mai soli, che la nostra anima dentro il nostro corpo che è una parte del divino è sempre con noi, e che l’energia benefica degli angeli mandati da Dio ad aiutarci e proteggerci è una diretta conseguenza del nostro impegno spirituale con la preghiera e la nostra generosità verso gli altri.

E’ un’ottima cosa circondarsi di persone positive, impegnate come noi sul cammino spirituale, e la lettura e lo studio di testi sacri, oltre che alla beneficenza e opere di bene.

Al contrario, il linguaggio volgare e negativo crea energie negative, che ci creano dei buchi energetici nella nostra aurea, la luce dell’anima che circonda il nostro corpo, e la volgarità e la sporcizia morale ci portano in basso, in direzione opposta all’Uno Infinito e alle Sue Benedizioni. Bisogna evitare in ogni modo di ascoltare il linguaggio volgare e becero, che influenza anche il nostro pensiero, sporcandolo, evitare in tutti i modi la televisione i giornali con le relative volgarità che comunicano, e frequentare solo persone moralmente e spiritualmente positive.

Cercare sempre di essere sempre un faro di luce e positività, se vogliamo ricevere le stesse cose dagli altri. Noi siamo quello che diamo: diamo luce e riceveremo luce. Siamo quello che pensiamo e crediamo, siamo quello che diciamo: in essenza siamo anime avvolte in un corpo.

Più diventiamo spirituali più inondiamo questo mondo di luce, e lo riempiamo di angeli. Preghiamo di scegliere sempre questa direzione creativa e luminosa, e non cadere mai nel suo opposto, Dio non voglia, che significa malattia, difficoltà economiche, mancanza di pace familiare.

Facciamo del bene e riceveremo del bene. Questo consiglio vale per tutti i tempi.

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Meditazione – Vivere in uno spazio di coscienza divina

Questa è una meditazione insegnata dal Rabbino Yizchak Ginsburg, che si basa sui fondamenti della Cabalà e della Chasidut.

In pratica bisogna visualizzarsi al centro di uno spazio sacro composto da quattro pareti intorno a noi, un soffitto in alto e un pavimento in basso. Questa struttura è il nostro Tempio sacro o Mishkhan, tabernacolo, in cui vivere costantemente.

Queste sei direzioni spaziali, avanti, dietro, destra, sinistra, alto e basso corrispondono a sei precetti della Torah che vanno osservati costantemente, sei pensieri da tenere sempre nel cuore e nella mente.

Si tratta innanzitutto dei primi due dei dieci comandamenti promulgati al monte Sinai:

1)     Credere nell’esistenza di Dio e nella Sua Provvidenza Divina riguardo tutto quello che accade e accadrà nella nostra vita.

2)     Negare l’esistenza di qualsiasi altra divinità o forza che possa influenzare la nostra vita e il nostro destino. Il caso infatti non esiste ma tutto viene da Dio. In ebraico caso si dice mikrè (מקרה) che permutando le sue lettere assume il significato vero di “rak me Hashem” (רק מה’): tutto viene solo da Dio, non esistono altre forze o poteri.

Nel nostro Santuario di consapevolezza divina in cui dobbiamo vivere costantemente,

l’Alto è rappresentato dal primo comandamento della emunà/fede in Dio.

Il basso, sotto di noi è rappresentato dal secondo comandamento, la negazione di qualsiasi altro potere o divinità.

La parte di fronte a noi è la consapevolezza costante e continua del pensiero del Dio Unico, di Shemà Yisraèl, A-donài El’hoènu A-donài Echàd (Ascolta Israèl, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno), che Dio è Uno e non c’è nessun altro all’infuori di Lui e che la Sua Presenza rappresenta il suo amore e misericordia, l’unico attributo divino che è presente nella nostra vita.

Alla nostra destra c’è l’amore di Dio, e tutte le cose positive che possiamo fare per manifestare il nostro amore per Lui.

Alla nostra sinistra c’è il timore di Dio, ovvero tutto quello che dobbiamo fare per non perdere il Suo amore e mantenere il nostro stato di riverenza e meraviglia verso la Sua Onnipotenza.

Dietro di noi, c’è la consapevolezza costante di impedire che pensieri impuri e passioni materiali (cibo, denaro, sesso) escano dal nostro subconscio ed entrino nel nostro conscio, inquinando la nostra mente/anima e distogliendoci dal nostro servizio divino. La nostra parte posteriore quindi è lo scudo che ci protegge dai pensieri sbagliati che ci allontanano dal divino.

-oOo-

Per fare questa meditazione basta sedersi, chiudere gli occhi, meditare che siamo al centro di questo tempio sacro circondati da questi sei stati di coscienza o consapevolezza continua, ciascuno dei quali è un precetto della Torah.

In questo modo haKadosh Baruch Hu, il Santo Benedetto, sarà sempre con noi ovunque ci troviamo e le nostre vite saranno piene di gioia, perché Lui non ci abbandona mai. Come dice il re David nel salmo 23: “Anche se dovessi andare nella valle dell’ombra della morte, non temerò alcun male, perché Tu sei sempre con me.”

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Tikun rimedi spirituali contro la tensione, paura e stress

Miriam Giladi sito
Nella nostra epoca molte persone soffrono di ansia, tensione o stress, il che significa che la nostra nefesh (la parte della nostra anima più legata al corpo, corrispondente al fegato) deve essere aiutata dalla nostra neshama (la parte più alta e spirituale della nostra anima, che dimora nella nostra mente) a trovare pace, emunà (fede) e bitachon (fiducia completa) nella bontà e sostegno a tutti i livelli di Hashem.
Alcuni di noi soffrono di sensi di colpa per quello che è successo in passato, e molti ancora di più si preoccupano del futuro. L’ebraismo insegna che bisogna vivere nel presente ed essere grati a Dio per quello che ci ha dato e ci sta dando tuttora e usare i doni che Lui ci ha fatto nella maniera migliore possibile, per fare del bene a noi stessi, alle nostre famiglie, ai nostri amici e conoscenti e tutti quelli che hanno bisogno del nostro aiuto.
L’ebraismo insegna che è vietato preoccuparsi del futuro, perché nel 95% dei casi le nostre preoccupazioni non si verificheranno mai, e ciò nonostante perdiamo energie preziose ad arrovellarci la mente per ipotetici problemi futuri di cui NON soffriremo mai. Bisogna invece vivere consapevolmente nel presente senza preoccupazioni, ma con grande fiducia che la nostra vita è protetta dalla Divina Provvidenza di Hashem e che quello che ci accade è tutto per il nostro bene. A volte riceviamo dal Cielo benedizioni, bontà, apertamente e altre volte invece la bontà è nascosta in un recipiente esteriore di problemi di natura varia, sofferenza, dolori. L’essenziale è sapere che se a volte ci arrivano dei problemi è per purificare la nostra anima da trasgressioni compiute in passato e ritornare puri di fronte all’En Sof Benedetto Infinito. Quindi il recipiente/malattia/problema economico può essere un castigo, una penalità, ma l’interiorità è chesed, bontà, benedizione, riparare e ritornare puri. Quindi una volta pagato il “debito” la nostra vita ricomincerà a salire e vedremo presto i frutti del nostro lavoro spirituale.

In effetti data l’essenza della natura umana, totalmente dipendente da Dio, fin nel più minuscolo respiro, deve lodare Dio, con ogni nostro respiro: Kol haneshama, tehallel Y-ah, ogni anima lodi Dio. Come abbiamo studiato molte volte, la nostra essenza è la nostra anima, mentre il nostro corpo è il vestito, ciò che avvolge l’anima. O per dirla in termini cabalistici, la nostra anima è luce che risplende e il nostro corpo è luce che non risplende. Quindi l’anima è quella che dovrebbe dirigere la nostra vita, con tutte le sue aspirazioni spirituale, anziché essere diretta dal corpo, con tutte le sue passioni materiali.

Diamo qui di seguito alcuni consigli per superare i momenti di crisi, tensioni, paure, stress eccessivo.
Come abbiamo detto all’inizio, questi problemi nascono da una nefesh impaurita, che la nostra neshama deve aiutare nel superare la crisi e diventare più consapevole spiritualmente.
Quindi nei momenti di crisi e tensione va molto bene recitare il versetto, o mantra:
EN OD MILVADO
(che significa, non esiste altro che Lui, la Luce e Intelligenza Infinita che ci ha creato perché potessimo diventare come Lui, ovvero dei “donatori” verso il nostro prossimo).
Oltre al versetto En Od Milvadò, fa molto bene recitare anche un altro versetto tratto dai Salmi:
Haboteach ba A-donài, chesed yosovevenu (si può dire anche in italiano, per chi preferisce: “Chi ha fiducia in Hashem, la luce della Sua bontà lo circonda”).
Molte volte quando ci accade qualcosa di buono, o quando succede a qualcun altro, diciamo che siamo fortunati o che l’altra persona è fortunata. Non esiste la fortuna ma solo le benedizioni che riceviamo dall’Alto, dal Creatore del mondo. Questa benedizione si chiama chesed, bontà, e quindi quando riceviamo questa bontà o quando qualcuno la riceve non gli diciamo che è fortunato, ma che è benedetto. E’ molto importante fare questo, perché quando ci sentiamo benedetti o diciamo a qualcuno che è benedetto, aumentiamo il flusso di benedizioni che riceviamo dall’Alto perché ne attribuiamo la Causa a Colui che è la Causa di tutto. Quindi quando riceviamo qualche beneficio siamo grati e ringraziamo il nostro Creatore insieme all’intermediario umano o angelico che ha eventualmente fatto da tramite.
Neshama ha la stessa radice di neshima, respiro. Infatti la neshama non è altro che il “respiro” o “soffio” di Dio che Egli inspira costantemente dentro di noi.
Quindi per calmare le nostre tensioni dobbiamo lavorare innanzitutto sul respiro.
Innanzitutto bisogna sedersi confortevolmente.
Si inizia facendo una profonda inspirazione per 4/5 secondi, spingendo la pancia in fuori, in modo da riempirla.
Dopo si trattiene il respiro per uno o due secondi, percependo l’aria risalire nei polmoni.
La terza fase è l’espirazione con la bocca per 4/5 secondi.
Si ripete questo esercizio per 5 volte.
Sicuramente vi sentirete meglio, meno tesi, più lucidi.
E soprattutto capirete che tutta la vostra paura è ispirata dalla vostra facoltà immaginativa anziché dalla neshama che è nella mente. L’immaginazione va controllata, anziché esserne controllati. Le nostre paura, nella grande totalità, provengono dalla nostra immaginazione focalizzata su cose negative. Quando ci arriva un pensiero negativo sappiate che è un testo, per vedere se riuscite a dominarlo o se vi lasciate dominare: fermatevi un momento, acquistate questa consapevolezza che è una prova e subito dopo pensiamo cose buone e positive. Cercate di non farvi dominare dall’immaginazione negativa, ma dominatela con la consapevolezza della vostra anima superiore, la neshama. Aspettate che i pensieri negativi passino, e non agite mai quando vi sentite sopraffatti e d’istinto.
Volendo si può aggiungere la pratica del bicchiere d’acqua. Ovvero prima di iniziare gli esercizi di respirazione mettete un bicchiere d’acqua davanti a voi. Quando avrete finito le cinque inspirazioni e ispirazioni, prendete in mano il bicchiere, recitate questa benedizione: Barùkh Attà A-donài Elohè-nu Mèlekh haOlàm she ha kol nihià bidvarò (Benedetto sei Tu Signore, che ha fatto tutto con la Sua parola). E poi bevete la vostra acqua.
E’ stato dimostrato scientificamente che l’acqua sente e percepisce le vibrazioni positive e le parole che pronunciamo e quando recitiamo una benedizione su di essa, diventa molto molto benefica, perché ha percepito le parole della nostra benedizione e quindi si è arricchita con queste scintille di santità.
Ci sono inoltre tre salmi particolari che aiutano ad alleviare la tensione, la paura, la depressione.
Sono il salmo 23, il salmo 91 e il salmo 148.
Più li recitate e più vedrete che diventerete calmi, sereni, fiduciosi e ottimisti.
SALMO 23
1. Salmo di David. Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla.
2. Egli mi fa riposare su prati d’erba, mi conduce presso acque tranquille.
3. Egli ristora la mia persona, mi guida nei sentieri della giustizia a riguardo del Suo nome.
4. Anche se dovessi andare in una valle oscura, non temerei alcun male, poiché Tu sei con me, il Tuo bastone e la Tua verga mi danno la tranquillità.
5. Tu apparecchi per me la tavola in presenza dei miei nemici, hai unto con l’olio il mio capo, il mio calice è ricolmo.
6. Certamente il benessere e la bontà mi raggiungeranno per tutti i giorni della mia vita ed io potrò stare nella casa del Signore per lunghi giorni.
SALMO 23 EBRAICO
1. Mizmor LeDavid A-donai Ro’i Lo Echsar
2. Binot Deshe Yarbitzeni Al Mè Menuchot Yenahaleni
3. Nafshì Yeshovev Yancheni Vema’ghelè Tzedeq LeMa’an Shemò
4. Gam Ki Elekh Beghè Tzalmavet Lo Irà R’a Ki Attàh ‘Immadì, shivtekha uMish’antekhà, Hemmàh Yenachamunì
5. Ta’arokh Lefanai Shulchan, Neghed Tzorerai Dishantà Vashemen Roshì Kosì Revayàh
6. Akh Tov Vachesed Irdefuni, Kol Yemè Chajai VeShavtì Bevet A-donai LeOrekh Yamim

SALMO 91
1. O tu che ti sei messo sotto la protezione dell’Altissimo e che ti ripari all’ombra dell’Onnipotente, ascolta:
2. Io sono solito dire al Signore: Egli è il mio riparo e la mia fortezza, il mio Dio in Cui confido,
3. Poiché Egli ti libera dal laccio dell’uccellatore, da piaga calamitosa,
4. Egli ti copre sotto le Sue ali, e sotto le Sue ali ti riparerai, targa e scudo è la Sua verità.
5. Non avrai da temere dai terrori notturni né dalla freccia che vola di giorno,
6. Dalla peste che striscia nel buio né dalla strage che abbatte in pieno meriggio.
7. Potranno cadere mille alla tua sinistra o duemila alla tua destra, tu non sarai toccato.
8. Basta che tu guardi coi tuoi occhi per vedere il castigo degli empi.
9. Poiché Tu, o Signore, sei il mio riparo. L’Eccelso hai scelto come tuo riparo.
10. A te non capiterà alcun male né piaga si accosterà alla tua tenda;
11. Poiché darà ordine ai Suoi angeli che ti facciano guardia in tutte le tue vie;
12. Sulla palma della mano ti porteranno affinchè il tuo piede non inciampi in un sasso;
13. Sul leone e sull’aspide camminerai, calpesterai il leoncello e il drago.
14. Poiché si è affezionato a Me lo salverò, lo esalterò perché ha riconosciuto il Mio nome;
15. Egli Mi invocherà ed Io lo esaudirò, sarò con lui nel momento dell’angustia, lo libererò e gli darò onore,
16. Di longevità lo sazierò e lo farò godere della Mia salvezza.
SALMO 91 EBRAICO
1. Yoshev BeSeter ‘Elyion, Betzel Sha-dai Itlonan
2. Omar LA-donai Machsì umtzudatì E-lohai Evtach Bò
3. Ki Hu Yatzilkha Mippach Yaqqush MiDdever Havvot
4. BeEvratò Yasekh Lakh VeTachat Kenafav Techsèh, Tzinnàh VeSocheràh Amittò
5. Lo Tirà MiPachad Laylàh, Mechetz Ya’uf Yomam
6. Middever BaOfel Yahalokh Miqqetev Yashud Tzohoraim
7. Ippol Mitzidekhà Elef urvavàh Miminekha, Elekha Lo Iggash
8. Raq Be’enekha Tabbit, VeShillumat Resha’im Tirèh
9. Ki Attàh A-donai Machsì ‘Elyion Samta Me’onekha
10. Lo Teunnèh Elekha Ra’ah VeNega’ Lo Iqrav BeAholekha
11. Ki Malakhav Yetzavèh Lakh Lishmorkhà Bekhol Derakhekha
12. ‘Al Kappaim Issaunkha, Pen Tiggof BaEven Raglekha
13. ‘Al Shachal Vafeten Tidrokh, Tirmos Kefir VeTanin
14. Ki vi Chashaq VaAfalletehu, Asaghevehu Ki Yad’à Shemì
15. Iqraeni VeE’enehu ‘Immò, Anokhì Vetzaràh, Achalletzehu Akhabbedehu
16. Orekh Yamim Asbi’ehu VeArehu BYshu’ati
SALMO 118
1. Ringraziate il Signore poiché è buono, poiché è eterna la Sua bontà.
2. Così dica, deh, Israel: poiché è eterna la Sua bontà.
3. Così dica, deh, la casa di Aron: poiché è eterna la Sua bontà.
4. Così dicano, deh, i tementi del Signore: poiché è eterna la Sua bontà.
5. Quando ero in strettezze ho invocato il Signore, ed Egli mi ha esaudito con larghezza.
6. Il Signore è dalla mia parte, non temo; che cosa potrebbe farmi un uomo?
7. Il Signore è dalla mia parte per aiutarmi, ed io vedrò la rovina di coloro che mi odiano.
8. E’ meglio fidare nel Signore che fidare in un uomo;
9. E’ meglio fidare nel Signore che fidare nei potenti.
10. Tutte le genti mi circondano; in nome del Signore certamente le distruggerò;
11. Mi circondano e mi attorniano; in nome del Signore certamente le distruggerò;
12. Mi circondano come api, si estingueranno come fuoco di sterpi; del Signore certamente le distruggerò.
13. Tu, o nemico, mi avevi spinto perché cadessi, ma il Signore mi ha aiutato.
14. Fonte della mia forza e oggetto del mio canto è il Signore, ed è stato per me fonte di salvezza.
15. Una voce di ringraziamento per la salvezza si sente nelle tende dei giusti: la destra del Signore causa prosperità;
16. La destra del Signore solleva chi sta per cadere, la destra del Signore causa prosperità.
17. Non voglio morire, ma vivere e celebrare le gesta del Signore.
18. Il Signore mi ha sì inflitto dei tormenti ma non mi ha consegnato alla morte;
19. Apritemi le porte della giustizia: entrerò per esse, celebrerò il Signore.
20. Questa è la porta del Signore, per cui entrano i giusti.
21. Ti ringrazio poiché mi hai esaudito e fosti per me fonte di salvezza.
22. La pietra che era stata disprezzata dai costruttori è divenuta l’angolo principale dell’edificio.
23. Ciò proviene dalla mano del Signore, e costituisce prodigio ai nostri occhi.
24. Questo è il giorno che ci ha preparato il Signore, giubileremo e gioiremo in esso.
25. Deh, o Signore, salva, deh! Deh, o Signore, dà prosperità, deh!
26. Benedetto colui che viene in nome del Signore; noi vi benediciamo dalla casa del Signore.
27. Forte è il Signore e ci ha mostrato la Sua benignità; legate rami fioriti alla vittima del sacrificio e portatela fin presso le prominenze dell’altare.
28. Tu sei il mio Dio e Ti ringrazierò, il mio Dio e Ti esalterò.
29. Ringraziate il Signore poiché è buono, poiché è eterna la Sua bontà.
EBRAICO SALMO 118
1. Hodù LA-donai Ki Tov Ki Le’olam Chasdò
2. Yomar Nà Israel, Ki Le’olam Chasdò
3. Yomerù Nà Vet Aharon, Ki Le’olam Chasdò
4. Yomerù Nà Irè A-donai, Ki Le’olam Chasdò
5. Mi HaMetzar Qarati Y-àh, ‘Anani VaMerchav Y’àh
6. A-donai Lì Lo Irà Màh Yiasèh Lì Adam
7. A-donai Lì Be’ozerai, VaAnì Erèh VeSone’ai
8. Tov Lachasot BA-donai, Mibetoach BaAdam
9. Tov Lachasot BA-donai, Mibetoach BiNdivim
10. Kol Goim Sevavuni BeShem A-donai Ki Amilam
11. Sabuni Gam Sevavuni, BeShem A-donai Ki Amilam
12. Sabuni Khidvorim Do’akhu KeEsh Qotzim, BeShem A-donai Ki Amilam
13. Dachò Dechitani Linpol VA-donai ‘Azarani
14. ‘Ozì VeZimrat Y’àh, Vayhì Lì LYshu’ah
15. Qol Rinnàh Vishu’ah BeAholè Tzaddiqim, Yemin A-donai ‘Osàh Chail
16. Yemin A-donai Romemàh, Yemin A-donai ‘Osàh Chail
17. Lo Amut Ki Echyèh, VaAsapper Ma’asèh Y’àh
18. Yassor Isserani Yi’àh, VelaMavet Lo Netanani
19. Pitchù Lì Sha’arè Tzedeq Avòvam Odèh Y’àh
20. Zèh HaSha’ar LA-donai, Tzaddiqim Yavou Vò
21. Odekhà Ki ‘Anitani, VaTehì Lì Lishu’ah
22. Even Maasù HaBonim, Hayetàh LeRosh Pinnàh
23. Meet A-donai Hayetàh Zot, Hi Niflat Be’enenu
24. Zèh HaYom ‘Asàh A-donai, Naghilàh VeNismechàh Vò
25. Anà A-donai Hoshi’ah Nà, Anà A-donai Hatzlichàh Nà
26. Barukh HaBà BeShem A-donai, Berakhnukhem MiBet A-donai
27. El A-donai Vayaer Lanu, Isrù Chag Ba’avotim ‘ad Qarnot HaMizbeach
28. E-lì Attàh VeOdeka, E-lohai Aromemeka
29. Hodù LA-donai Ki Tov, Ki Le’olam Chasdò

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Meditazione

Meditazione per quando ci si sente sofferenti, tristi o spenti:
– Sedetevi tranquilli e respirate per un minuto
– Ora andate mentalmente nel vostro cuore e percepite che quello che c’è direttamente sotto la tristezza
– è naturalmente amore
– Mentre sedete nell’amore, fatelo espandere nell’universo, lasciando che vi guarisca completamente.

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