Canto di rabbi Nachman di Breslov

Un grande ed emozionante video di Rav Lazer Brody e Tzvi Mintz che cantano un famoso versetto di Rabbi Nachman di Breslov. La vostra anima ne gioirà profondamente…

Le kol makom she anì holech (In ogni luogo dove cammino)
Ani holech le Eretz Israel (cammino in terra d’Israele [nella dimensione spirituale che sovrasta e include questa dimensione inferiore terrena e dell’esistenza).

Un principio fondamentale dell’ebraismo è di fare il massimo possibile per stabilirsi in Terra d’Israele. Anche se ora non ci è possibile, dobbiamo però desiderarlo così fortemente che è come se fossimo lì con i nostri pensieri e sentimenti: infatti più amiamo qualcuno, più intensamente pensiamo a lui/lei.

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HaMadregot – chi mi darà le ali di una colomba (Salmo 55, 7)

HaMadregot – Mi iten lì éver kayonà – Chi mi darà le ali di una colomba

Mi iten lì éver kayonà aùfa ve eskhòna
Magari qualcuno mi potesse dotare di ali come la colomba, spiccherei il volo e troverei altrove sicura dimora!

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TIKUN di PESACH con ANA BEKOACH

TIKUN DI PESACH

I custodi dei segreti della Torah (i Mekubalim), hanno preservato a lungo l’insegnamento delle quarantadue soste nel deserto verso la Terra Promessa quali corrispondenti al Nome Santo del Creatore di 42 lettere. Questo Nome Santo speciale è in se stesso un codice segreto o una combinazione di lettere che “furono usate da Dio per creare i cieli e la terra”. In altre parole, questo Nome Santo di 42 lettere è il canale attraverso cui le dimensioni superiori della mente/anima incanalano la Volontà Divina verso le dimensioni inferiori, mantenendo in esistenza le sette dimensioni del continuum spazio-temporale.

Quindi la meditazione su questo Nome Santo di 42 lettere e i suoi significati corrispondenti, è detto essere il dispositivo meditativo che permette alla coscienza limitata della mente umana di trascendere i suoi attaccamenti sensoriali spazio-temporali e di viaggiare nei regni della dimensione superiore della mente, sperimentando le realtà superiori che guidano la nostra esistenza così come Dio guidò i figli d’Israele nella loro attraversata del deserto.

Mentre la tecnica meditativa effettiva con il Nome Santo di 42 lettere è riservata a chi è adeguatamente preparato per compiere questo viaggio (ascesa) mentale psico spirituale, c’è un altro tecnica di cui tutti possono usufruire per connettersi a questa conoscenza sacra e nascosta. I cabalisti insegnano che la recitazione dei nomi delle 42 tappe lungo la strada verso la Terra Promessa agisce come un dispositivo di meditazione a sé stante. I nomi delle 42 località nel deserto, quando recitati in questa forma meditativa, si dice abbiano una forte influenza sulla mente conscia e inconscia e possono anche aiutare chi si trova ad affrontare la malattia fisica. Ognuno dei nomi delle 42 località-tappe nel deserto è detto corrispondere a ciascuna lettera del Nome Santo di 42 Lettere. Perciò quando si recita ogni tappa, si contempla anche la lettera individuale del Nome Santo di Dio di 42 lettere ad essa corrispondente. Capire cosa significa tutto questo e come è perchè funziona è irrilevante. Questa connessione avviene nelle dimensioni superiori della nona e decima dimensione della mente, di cui siamo inconsapevoli. Anche se possiamo non essere in grado di conoscere e capire perchè una recitazione meditativa di questi nomi e la contemplazione di una lettera di un Nome Santo ha qualche influenza su di noi, la nostra mancanza di comprensione non impedisce alle influenze delle dimensioni superiore di agire e di svolgere le loro funzioni come stabilito dall’Influenza Superiore.

In ebraico il nome sacro di 42 lettere viene pronunciato così: (1)Alef, (2)Bet, (3)Gimel, (4)Yod, (5)Tav, (6)Tzade, (7)Kof, (8)Resh, (9)Ayin, (10)Shin, (11)Tet, (12)Nun, (13)Nun, (14)Gimel, (15)Dalet, (16)Yod, (17)Kaf, (18)Shin, (19)Bet, (20)Tet, (21)Resh, (22)Tzade, (23)Tav, (24)Gimel, (25)Het, (26)Kof, (27)Bet, (28)Tet, (29)Nun, (30)Ayin, (31)Yod, (32)Gimel, (33)Lamed, (34)Pey, (35)Zayin, (36)Kof, (37)Shin, (38)Kof, (39)Vav, (40)Tzade, (41)Yod and (42)Tav.

Le quarantadue tappe nel deserto, nell’originale ebraico, sono le seguenti. Le lettere suddette sono associate a ciascun nome-tappa corrispondente:

1. א Alef, Ramses. 2. ב Bet, Succot. 3. ג Gimel, Etam. 4. י Yod, Pi HaChirot. 5. ת Tav, Marah. 6. ץ Tzadè, Elima. 7. ק Kof, Yam Suf. 8. ר Resh, Midbar Sin. 9. ע Ayin, Dafka. 10. ש Shin, Alush. 11. ט Tet, Refidim. 12. ן Nun, Midbar Sinai. 13. נ Nun, Kivrot HaTa’avah. 14. ג Gimel, Chatzerot. 15. ד Dalet, Ritmah. 16. י Yod, Rimon Paretz. 17. כ Kaf, Livnah. 18. ש Shin, Risah. 19. ב Bet, K’helatah. 20. ט Tet, Har Shafer. 21. ר Resh, Harada. 22. צ Tzade, Makhelot. 23. ת Tav, Tachat. 24. ג Gimel, Tarach. 25. ח Chet, Mitkah. 26. ק Kof, Hashmonah. 27. ב Bet, Moserot. 28. ט Tet, Benei Ya’akan. 29. נ Nun, Hor HaGhidgad. 30. ע Ayin, Yotvatah. 31. י Yod, Avronah. 32. ג Gimel, Etzyon Gaver. 33. ל Lamed, Kadesh. 34. פ Hor HaHar. 35. ז Zayin, Tzalmonah. 36. ק Kof, Punon. 37. ש Shin, Ovot. 38. ק Kof, Iyeh HaAvarim. 39. ו Vav, Divon Gad. 40. צ Tzade, Almon (Divlataymah). 41. י Yod, Harei HaAvarim. 42. ת Tav, Arvot Moav.

“Sia Tuo volere che nel merito di questi Nomi Santi e del codice santo in essi nascosto, che Tu agisca verso la Tua creazione con la Tua misericordia e purifichi l’aria del Tuo mondo da ogni contaminazione e cattivo odore. Come hai purificato molto tempo fa i Figli d’Israele nelle loro peregrinazioni nel deserto, allo stesso modo purificaci oggi e guidaci, tenendoci al sicuro, protetti e benedetti. Proteggici da ogni male e guariscici da ogni malattia, la malattia del corpo, della mente o del cuore. Amen, sia questa la Tua Volontà.”

Questa tradizione sacra, come tante altre di questo genere, è diretta ad aiutare la mente scollegata a riconnettersi alle realtà delle dimensioni superiori, sollecitando il loro potere e direzione nelle nostre vite. Ancora una volta devo enfatizzare che queste tecniche meditative invocano aspetti e dimensioni della mente che sono al di là della percezione e comprensione coscienti. Anche se non possono essere viste o percepite con l’occhio fisico, la loro influenza è comunque il motore principale della nostra vita. Continue reading

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Pesach – Rabbi Nachman Liqutei Moharan I 250

PESACH – La Pasqua ebraica
Rabbi Nachman di Breslov – Liqutei Moharan I 250
Traduzione dall’ebraico e note esplicative tra parentesi quadre di
Rabbi Avraham Sutton

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Il motivo principale della sofferenza umana è la mancanza di daat (coscienza, consapevolezza divina): infatti per chi ha daat e sa che niente accade al di fuori dell’hashgacha (provvidenza) di Dio, la sofferenza non esiste e non sperimenterà mai niente nella vita come buono o cattivo [ma accoglierà tutto con equanimità, perché la Provvidenza di Hashem è esatta e precisa nell'aiutare il singolo individuo e l'umanità nella sua globalit,à a realizzare la sua missione nel mondo pervenendo ad uno stato superiore spirituale-mentale-psicologico e fisico].

Per il popolo ebraico quindi, la causa principale di sofferenza quando è in esilio (galut) è la sua caduta dal livello di daat [quando perde cioè la capacità di percepire la mano della provvidenza di Dio dietro tutto ciò che accade].

Gli ebrei, influenzati dalle ideologie dei poteri dominanti, iniziano, infatti, a pensare che gli avvenimenti personali e globali siano determinati dalla teva (natura) e dal mazal (influssi astrologici), cioè dalle leggi naturali apparentemente immutabili. Gli ebrei soffrono per via dei loro peccati [perché capiscono profondamente che il motivo della loro perdita di daat è causata dai propri peccati, che li disconnettono dal Creatore].

In realtà, tuttavia, la storia del popolo ebraico trascende le “leggi” naturali, perciò quando il Santo Benedetto vuole salvarli [dagli effetti debilitanti] di una determinata civiltà, effonde su di loro [cioè "prende in prestito"] hashgacha [provvidenza] dal sof ha’olam [da oltre i confini del mondo a noi noto].
Perché in futuro Hashem annullerà completamente la “natura” [e diventerà chiaro] che non è mai esistito altro se non la Sua hashgacha-provvidenza…..Israele sarà allora rielevato [al livello di daat, la chiara percezione che Dio è la Causa di tutte le cause]. Continue reading

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I dieci mantra dell’Albero della Vita

SEGULOT – Meditazione
I dieci versetti connessi alle Dieci Sefirot dell’Albero della Vita
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Miriam Oryah

I cabalisti dicono che chiunque reciti questi versetti ogni giorno riceverà la protezione divina, trovando grazie e prosperità.

Il Ramban (Rabbi Moshè Ben Nachman) fu strabiliato dai risultati ottenuti tramite la recitazione di questi 10 versetti (efficace anche la loro trascrizione su un amuleto).

91 è il numero delle parole contenute in questi 10 versetti, la somma dei valori numerici dei due nomi sacri divini Y-H-V-H e Adonai. Il numero delle lettere ebraiche è 365, corrispondenti al numero dei giorni dell’anno solare e alle porzioni nell’offerta dell’incenso (il ketoret).

Ciascuno di questi versetti illumina riflessioni sulla sefirà dell’Albero della Vita corrispondente. Possono essere recitati tutti insieme in qualsiasi momento oppure individualmente come mantra, per aiutarvi a concentrarvi su una specifica sefirà che vi interessa. Come per ogni mantra, bisogna prima pervenire ad uno stato di rilassamento e di respirazione ritmica (contare sino a 4 oppure 8, ispirazione ed espirazione); quindi recitate il versetto relativo alla sefirà/qualità divina a cui desiderate connettervi. Continue reading

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Canto Ana BeKoach

Una nuova versione melodica israeliana di Ana beKoach, una potentissima preghiera di guarigione. Con le 42 lettere di Ana beKoach è stato creato il mondo.

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Il raggio verde di Binah

Talmud Bavli Chagiga 12a: “Il Tohu è una linea verde che circonda il mondo intero, da cui esce l’oscurità.
תנא: תהו ־ קו ירוק שמקיף את כל העולם כולו, שממנו יצא חשך.

In Kabbalah la Kav Yarok (la Linea Verde) è connessa alla sefirah Binah. Tra Binah e le 7 sefirot inferiori, deve esserci un masakh (partizione) che filtri la luce, così da non bruciare le sefirot inferiori.

Lo stesso concetto si applica in forme diverse a ogni livello.
Il livello più alto è il primo IGUL (cerchio) fuoriuscito dallo Tzimtzum per separare la Luce onnipresente dell’En Sof in alto e il Challal (spazio vuoto) dello Tzimtzum. Quel IGUL (cerchio) è anche il Kav Yarok (la Luce Verde)

Nel canto Bar Yochai, nella strofa riferita alla sefirah Binah, le parole sono:
Bar Yochai, bekodesh hakodashim, kav yarok mechadesh chodashim, sheva shabbatot sod chamishim… Bar Yochai, quando pervenisti al Santo dei Santi [del Mikdash superno, comprendesti il segreto di Binah] la cintura verde [che circonda il mondo, attraverso di cui Hashem rinnova continuamente [l'opera della creazione]. Questo è il segreto della 50ma [porta che trascende i] sette Shabbat [49 porte dell'intelligenza].

Questo è il motivo per cui la Gemarà del Talmud dice che il Choshekh (buio) esce da questa Kav. La dimensione creata dallo Tzimtzum è sempre chiamata Choshekh relativamente alla Luce dell’Ein Sof in alto.

Avraham Sutton

Earth | Time Lapse View from Space, Fly Over | NASA, ISS from Michael König on Vimeo.

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Trasformare l’esilio in redenzione

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Rav Avraham Sutton

Viviamo in un momento molto speciale, un momento finale. Molte profezie si sono già avverate e innumerevoli altre potrebbero compiersi presto. Siamo tornati nel nostro paese dopo duemila anni:

Questo dice Hashem: Ora Io libererò Giacobbe dalla sua prigionia e avrò compassione di tutta la casa di Israele…Quando li avrò riportati da tutte le nazioni e li avrò riuniti fuori dalle terre dei loro nemici, quando Io sarò santificato in mezzo a loro davanti agli occhi delle nazioni. Allora sapranno che io sono l’Eterno, Hashem, il loro Dio. Io sono Colui che ha causato il loro esilio fra le nazioni, e Io sono Quello che li riunirà nel loro paese, non permettendo che neanche uno di loro dimori altrove. Allora, non nasconderò più il Mio Viso ai loro occhi, perché riverserò il Mio Spirito (di profezia) sulla Casa di Israele, dice Hashem (Ezechiele 39:25-29) (nota 1).

E riguardo le profezie negative? Che cosa dobbiamo fare, visto che quasi tutto il mondo si sta alleando contro di noi? Hashem ci ha promesso che ci avrebbe salvato, ma le cose non sono così semplici. Non possiamo pensare di rimanere seduti immaginando che tanto saremo salvati. Dobbiamo cercare profondamente le risposte nella nostra anima, connettendoci al nostro Creatore.

Ad esempio, c’è una piccola profezia dello Zohar, riguardo a ciò che scrisse il profeta Zaccaria: “Ed ecco che arriva [“Oh Gerusalemme”], il giorno del Signore, in cui le cose di cui vi hanno spogliato torneranno ad essere divise fra voi. Perché io radunerò le nazioni che sono contro Gerusalemme e ci sarà una battaglia” (14:1).”

Lo Zohar commenta (1:119a):

Tutte le nazioni si uniranno contro la figlia di Giacobbe [Israele] per cancellarla dalla faccia della terra. Riguardo a quel momento, così è scritto: “Sarà un tempo di crisi per Giacobbe, ma lui sarà salvato” (Geremia 30:7)… In quel momento, i figli di Ismaele inciteranno tutte le genti della terra a entrare in guerra contro Gerusalemme, così come è stato scritto, “Perché io chiamerò a raccolta le nazioni contro Gerusalemme per la battaglia…” (Zaccaria 14:2). E anche: “I sovrani della terra si alzeranno e i governanti si alleeranno contro Hashem e contro il Suo unto… Lui che dimora nei cieli riderà. Dio si farà beffe di loro” (Salmo 2:2,4). Continue reading

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La selezione – birur – delle scintille di santità

I nostri saggi dicono che “non c’è nulla al di sotto, neppure un filo d’erba, che non abbia un angelo-principe in alto che lo colpisce, dicendogli di crescere” (fonti Bereshit Rabbah 10:6; see Zohar 1:34a, 2:15b, 2:30b, 2:80b, 2:171b, 3:86a; Zohar Chadash 15b; Derech Hashem 1:5:2-3).

Troviamo un’affermazione parallela in altre fonti primarie: “Tutto in basso, non importa quanto piccolo, ha una controparte in alto” (Zohar 1:156b; Ibn Ezra e Ramban su Genesi 28:12; Moreh Nevuchim 2:4; Ikkarim 3:5).

Scrive Rabbi Moshe Chaim Luzzato in Derech Hashem 1:2:1-2:
“Colui che sovrintende a tutte queste cose è Dio stesso, e lo fa nello stesso ordine in cui Le ha create. Così, Egli sovrintende dapprima sulle forze trascendentali [sefirot], e tutto ciò che deriva dalla loro vera essenza. Dio governa poi gli agenti angelici incaricati di mantenere l’esistenza e di far funzionare di tutto ciò che esiste, dando loro la possibilità di svolgere il loro compito. La razza umana, tuttavia, è diversa da tutte le altre specie, poiché le è stato dato il libero arbitrio. L’uomo ha quindi un’influenza attiva, in movimento, e non è qualcosa su cui si può semplicemente agire.”

E il Meor VeShemesh, Genesi, s.v. Vayomer Elokim tadshe Ha’aretz, p. 2b:
“Il Talmud [vale a dire il Midrash] dice:
Non vi è un solo filo d’erba in terra che non abbia un angelo in cielo che lo colpisca dicendogli di crescere. A prima vista, il fatto di dover essere colpito da un angelo ci sembra veramente strano.
Per renderlo comprensibile, tuttavia, è importante ricordare che il Santo ha creato il mondo con le ventidue lettere, le corone delle lettere, i dieci punti vocalici, e i punti di cantillazione della Torah.
Ha poi associato e permutato tutte le lettere con le quattro lettere del Tetragramma Benedetto, che dona l’esistenza a tutto. Tale che nulla esiste che non sia collegato a qualche lettera o punto vocalico della Torah, che a sua volta è collegato al Nome Santissimo.

Tutte le piante e gli alberi sono così intrisi di un profondo desiderio di risalire alla loro sorgente. Negli scritti sacri del santo ARI di memoria benedetta, è detto che il concetto dell’associare e permutare le lettere dell’alfabeto ebraico è chiamato batisha ["colpire"]. Questo è dunque il significato dell’angelo che colpisce il filo d’erba e gli dice di crescere. Vale a dire, nulla esiste al di sotto, neanche un filo d’erba, che non abbia la sua particolare combinazione di lettere [configurazione energetica] che lo collega alla sorgente di tutta l’esistenza. Questo codice intrinseco è ciò che lo spinge a salire fino alla sua sorgente … ” (Si veda anche Tanya, Sha’ar HaYichud 12, pp 89ff.)

Questo significa che persino la crescita fisica delle piante non dipende solo da cause fisiche, ma essenzialmente dalla loro radice spirituale, che vivifica le scintilla di santità in esse presenti, obbligandole a crescere
Questo processo di Birur deve continuare sino a che gli esseri umani raffineranno ed eleveranno tutte le scintilla di santità ora prigioniere della klippah (gusti dell’impurità).

Questo articolo è solo un estratto. Per chi è interessato a leggerlo nella sua versione integrale insieme ad altri scritti profondi di autentica Cabalà ebraica, come insegnata dai rabbini cabalisti d’Israele, iscrivetevi alla nostra scuola di cabala via e-mail da Gerusalemme, Israele. Per ulteriori informazioni scrivere a scuoladicabala@gmail.com

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Verso il 2012 – Teoria del Mondo Unificato – Rav Avraham Sutton

Verso il 2012 – Teoria del Mondo Unificato – Rav Avraham Sutton

Verso il 2012 – Teoria del Mondo Unificato
Rabbino Cabalista Avraham Sutton
Gerusalemme, Israele
Salve, mi chiamo Avraham e ho studiato all’Università di Los Angeles, California, che è stata come un utero per la mia nascita nel mondo, che poi mi ha portato a vivere a Gerusalemme, in Israele. Ho una certa visione e comprensione delle cose, e ho avuto degli insegnanti straordinari, per cui voglio ora condividere con voi alcuni degli insegnamenti che ho ricevuto.
COSCIENZA DI SE STESSI
Viviamo fondamentalmente in un mondo di scelte. Crediamo di essere stati messi qui per scegliere la Luce: si tratta di decidere in quale direzione vogliamo andare, verso la Luce o lontano da essa. Continue reading

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