I quattro che entrarono nel Pardes della Torah, secondo la Cabalà

13/02/2014 Off di Miriam Oryah

Leggiamo in Talmud Chagigah 14b, 15b:

Quattro entrarono nel Frutteto (Pardes). Essi erano Ben Azzai, Ben Zoma, Acher (l’altro, Elisha ben Abuya) e Rabbi Akiva. Rabbi Akiva li avvertì: “Quando entrate nei pressi della pietra di marmo puro, non dite ‘acqua, acqua’ dal momento che [non vi è acqua in realtà, ed] è scritto: “Chi dice menzogna non sarà stabilito di fronte ai Miei occhi” (Tehillim 101:7)”.
Ben Azzai guardò e morì. Riguardo a lui è scritto: “Preziosa agli occhi di Hashem è la morte dei Suoi pii” (Tehillim 116:15).
Ben Zoma guardò e fu colpito [con la follia]. Riguardo a lui è scritto: “Hai trovato il miele, mangia moderatamente così da non gonfiarti e vomitarlo” (Proverbi 25:16).
Acher guardò e tagliò le piante (divenne un eretico).
Rabbi Akiva [entrò in pace e] uscì in pace….(Chagiga 14b).
Gli angeli del servizio divino volevano buttare giù anche Rabbi Akiva, ma il Santo disse: “Lasciate stare quest’anziano, perché è degno di far uso della Mia gloria.” (Chagiga 15)

Rabbi Shlomo Elyashiv, il Leshem, commenta il passo talmudico (Chagigah 14b) dei quattro uomini che sono entrati nel Pardes (Paradiso):

“Come questi uomini si preparavano a entrare nel Pardes, la loro intenzione era quella di contemplare le profondità interiori di ciascuno dei tre universi inferiori [a partire dal basso nella dimensione fisica di] Asyah e salendo fino a Yetzirah e Beriah. Essi avevano intenzione di salire da ogni livello più basso al livello a esso superiore, collegando ogni livello esteriore al livello interiore, quello della sua anima. Questa [dinamica interiore/esteriore, celeste/terreno] è ciò cui si riferirono i saggi quando dissero: “Non c’è nulla sotto – nemmeno un filo d’erba – che non abbia un angelo in alto che lo colpisce e gli dice di crescere” (Bereshit Rabbah 10:6). La loro intenzione era di salire e collegare ogni aspetto terreno/fisico di Asyah con il suo corrispondente aspetto celeste/spirituale. Questo comporta una conoscenza sistematica del mondo fisico, l’obiettivo di ogni vera ricerca scientifica. Questo è il primo livello che bisogna padroneggiare al fine di entrare nel Pardes. Tutto questo, tuttavia, è solo l’aspetto esteriore di Asyah, che è il dominio delle scienze fisiche. L’aspetto interiore di Asyah è la nefesh (anima interiore), che sostiene la natura e continuamente la attiva”. (Leshem Shvo VeAchlamah, Sefer Drushey Olam HaTohu, Chelek Beit 4:22:4, p. 181)

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