Riconvertire la materia in energia, l’oscurità in luce

Miriam Oryah
Il nostro corpo fisico e la materia, insegna la Cabalà della Torah (e la scienza l’ha scoperto anch’essa nell’ultimo secolo) sono “luce o energia ispessita”.
Il nostro corpo e tutta la realtà materiale del nostro universo fisico è considerata dalla Cabalà un levush, un “vestito” della luce divina (anima) che lo riempie e gli da vita, chaiut e shefa.
E’ la nostra anima che riempie il nostro corpo e gli da la sua forma. Ovvero è con l’occhio dell’anima che vediamo, è con il naso, la bocca, le gambe, i piedi dell’anima che respiriamo, parliamo, ci muoviamo. Infatti al momento della dipartita dell’anima dal corpo, questo giace inerte, non vede, non sente, non respira etc.
In altre parola, la nostra vera essenza è l’anima, che non muore mai, è eterna, e quando esce dal corpo sale nel mondo delle anime.
Il corpo secondo la tradizione ebraica va sempre interrato perché si purifichi dalle sue impurità (zuhama) e al momento della resurrezione dei morti verrà ricostituito da un osso indistruttibile che si chiama luz, e l’anima ritornerà ad riunirsi ad esso e vivranno insieme per l’eternità. Naturalmente al momento della resurrezione dei morti il nostro corpo sarà spirituale non materiale come ora, diciamo che il corpo sarà come l’anima e l’anima sarà ancora più luminosa.
La cabala insegna che il nostro scopo nel mondo è il tikun olam, ovvero spiritualizzare la materia in modo che questa diventi “trasparente”, rivelando – invece di nascondere – l’anima.
Mosè quando scese dal monte Sinai dopo aver parlato faccia a faccia con l’Infinito Creatore, aveva il volto luminoso, ovvero aveva raffinato a tal punto il suo corpo materiale, che il suo volto risplendeva con la luce della sua anima.
Il nostro scopo nel mondo è quindi rendere il corpo un servitore dell’anima, di modo che anche il corpo acquisti la luminosità, l’energia sottile dell’anima, visto che ora la materia è energia ispessita, condensata.
La Cabalà si riferisce a Dio con il termine En Sof, Infinito, perché è al di sopra di qualsiasi concetto umano, di qualsiasi categoria logica. la Cabalà dice che Dio è un’Intelligenza Cosmica, che ha creato tutto e ricrea tutto in ogni istante, e anche noi esseri umani come tutto il resto veniamo ricreati ogni nano secondo, perché questa è la volontà divina, che ci ha voluti in esistenza perché ognuno di noi ha la sua missione speciale da compiere in questo mondo che nessun altro all’infuori di noi può realizzare.
Noi non possiamo capire l’Infinito, perché la nostra intelligenza è umana e limitata, mentre la Sua Mente, se così si può dire, è Infinita e illimitata al di sopra dello spazio-tempo.
Dio non ha corpo, nulla Lo può contenere perché tutto è stato creato da Lui, e tutto è parte della Sua Unicità Assoluta, non ci sono altri poteri all’infuori del Suo.
La Sua Unicità è Assoluta è superiore alla somma delle Sue singole parti.
L’Infinito En Sof è eterno, ha preceduto il mondo e anche se questo dovesse cessare di esistere rimane eterno e illimitato.
Tutto nella creazione contiene un’anima, una scintilla di divinità che lo fa vivere. Le pietre, i vegetali, gli animali, gli uomini, tutti abbiamo un’anima, e via via che si procede sulla scala evolutiva della creazione, dal minerale, al vegetale, all’animale, al parlante l’anima diventa sempre più evoluta in consapevolezza..
Dio è buono e ha creato l’universo a nostro beneficio, e perché potessimo attaccarci a Lui in devekut, tramite l’emulazione dei Suoi attributi o qualità.
L’universo ha delle imperfezioni perché Dio vuole che sia l’uomo ad apportare le correzioni e i miglioramenti, ed è per questo che siamo stati di libera scelta, bechira chofshi, e siamo responsabili delle nostre scelte e azioni.
Quindi quando agiamo bene siamo partner dell’En Sof, quando agiamo negativamente andiamo contro il Suo piano per rendere questo mondo, e noi stessi, un mondo migliore.
Dio ha creato il mondo, ovvero lo spazio e il tempo, e quindi naturalmente Lui è al di sopra dello spazio-tempo. Queste sono dimensioni umane, che non influiscono in alcun modo sul divino.
Se guardate la natura, le stelle, il firmamento, lo stesso corpo umano così perfetto con i suoi milioni e trilioni di cellule, vi renderete conto che niente di questo è casuale, così come non sono casuali le nostre vite e quello che dobbiamo fare nel mondo.
L’essenziale è non sprecare tempo in cose inutili, ma dedicarsi a compiere il nostro lavoro per riconvertire la materia in luce e consapevolezza e avvicinarci sempre più al divino, alla spiritualità, attaccarsi all’Infinito, salire sulla scala delle anime fino ai livelli più alti della spiritualità e connessione all’Uno Infinito.
Attraverso la preghiera, i salmi soprattutto, lo studio della Torah d’Israele tra cui la Cabalà e le opere di beneficenza e aiutare il proprio prossimo.
Su questi tre pilastri si fonda il mondo, dice il Trattato Massime dei Padri del Talmud.
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