Maim Nukvin e Maim Dukrin. Le "acque" maschili e femminili dell'abbondanza spirituale e fisica

18/06/2015 Off di Miriam Oryah

Miriam Oryah

Quando una persona si sente stanca, generalmente si pensa che sia il suo corpo fisico ad aver bisogno di ricaricarsi a livello energetico. In realtà non è così, è l’anima, la nostra vera essenza, la nostra personalità, ad essere stanca (infatti un oggetto fisico, come un tavolo o una sedia non sperimentano mai sensazioni di stanchezza o al contrario di dinamismo).

Per ricaricarsi l’anima ha bisogno di riposare, e in questo senso il sonno notturno è il momento in cui le parti superiori dell’anima (ruach e neshama) salgono in cielo per attingere luce-energia dalle loro radici celesti. Con il corpo rimane il livello più basso dell’anima, quello più strettamente legato ad esso, la nefesh. Al mattino, al risveglio, i livelli superiori dell’anima rientrano nel corpo ricaricati dopo la loro ascensione notturna e ridanno letteralmente vita al corpo “morto” durante la notte. Per questo è molto importante prima di ogni cosa, lavarsi le mani al nostro risveglio al mattino, perché il nostro corpo essendo rimasto come “morto” durante la notte è diventato il ricettacolo di entità spirituali nemiche e negative che vogliono succhiargli la parte dell’anima che è rimasta nel corpo (come avviene quando un corpo viene sotterrato nella terra). Quindi evitare di toccarsi con le mani prima di essersele lavate, in particolare le unghie vanno sempre tenute pulitissime e corte, perché è lì il punto di entrata dell’energia negativa nel corpo. Se proprio avete bisogno di toccarvi e non avete ancora lavato le mani, usate un lenzuolo o un pezzo di stoffa.

Affinché l’anima riceva ogni notte l’energia di cui necessità per continuare a vivere in questo mondo insieme al corpo che la ospita e acquisire livelli superiori dell’anima, è importante studiare Torah e pregare (ad esempio Salmi) oppure anche preghiere personali articolando le parole (e quindi non basta pregare solo mentalmente). In particolare le lettere dell’alfabeto ebraico sono piene di energia luminosa divina (il nostro Creatore ha creato il mondo con il Suo discorso, utilizzando le lettere dell’alfabeto ebraico) e recitandole la loro energia creativa si manifesta, influenzando in bene la nostra realtà interiore ed esteriore, ad ogni livello fisico, psicologico e spirituale.

Le entità celesti superne, angeli e sefirot infatti si nutrono e vivono di questa energia santa che si manifesta con il nostro pregare o studiare testi della Bibbia ebraica articolando le parole che si leggono (per chi non conosce l’ebraico va bene anche la sua lingua, l’essenziale è che siano parole pure e sante).
Una volta ricevuto il loro “mazon“, nutrimento, queste stesse entità spirituali superiori sono pronte per trasmetterci l’energia vitale e luminosa di cui le nostre anime hanno bisogno per compiere la loro missione in questo mondo. Più preghiamo o studiamo Torah più riceviamo benedizioni e shefa (abbondanza) dalla dimensione spirituale che ci sovrasta e ci circonda.

Si dice che per fare scendere una goccia dall’alto occorre che due ne salgano dal basso, e così anche per quanto riguarda l’energia spirituale.
Nella Cabalà della Torah l’acqua, maim, è una metafora per la luce, e la luce che facciamo salire dal basso si chiama maim nukvin, acque femminili, mentre la luce che riceviamo dall’Alto si chiama maim dukrin (acque maschili). L’unione di queste due “acque” maim cosmiche, crea shalom, abbondanza e benessere nel mondo intero, fisico e spirituale.

Il nostro studio, le nostre preghiere e i nostri atti positivi sono ciò che realizzano i poteri divini della nostra anima e sono il nutrimento degli angeli e delle sefirot, che più ricevono sacralità più ci restituiscono in maniera abbondante, a completo vantaggio del nostro benessere fisico, psichico e spirituale.

La natura umana è un composito di bene e di male, e le prove che dobbiamo affrontare ogni giorno sono delle scelte verso il bene o verso il suo opposto, Dio non voglia, perché questo è il mondo in cui dobbiamo utilizzare il nostro libero arbitrio per determinare quale sarà la ricompensa di cui godremo nel mondo della verità e dell’eternità.

Quando ci freniamo dal fare qualcosa di negativo, come evitare di arrabbiarsi, trattare male gli altri, i nostri coniugi, amici, figlio o colleghi, ogni volta che evitiamo comportamenti sessuali proibiti, ogni volta che la nostra parte negativa ci istiga a fare qualcosa di male, tratteniamoci e vinciamola. Questo accenderà una luce immediata, e la ricompensa si manifesterà subito, anche sotto forma materiale, come una vincita inaspettata, la visita di qualcuno molto caro, un lieto evento, una promozione inaspettata etc.
Anche la beneficenza aiuta tantissimo, perché incluso nelle nostre entrate c’è un dieci per cento che Dio ci ha dato da devolvere in beneficenza, e che quindi non appartiene a noi. Emulando Dio e diventando a nostra volta benefattori riceveremo una shefa, una luce e abbondanza ancora maggiore.

Rabbi Nachman di Breslov ci insegna, in linea con gli insegnamenti del Baal Shem Tov, che se vogliamo ottenere il livello del Mondo a Venire mentre siamo ancora in questo mondo, dobbiamo chiudere gli occhi. Per qualche minuto ogni giorno, bisogna chiudere gli occhi staccandoli dalla vista dei piaceri e dispiaceri della nostra vita terrena, disconnettendo la nostra mente da tutto quello che succede intorno a noi e spostandoci in un’altra dimensione. Più chiudiamo gli occhi alla vista di questo mondo, più otterremo la vera spiritualità portando la luce del mondo a venire nella nostra vita.

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