Ki ha’adam etz ha’sadeh, perché l’uomo è un albero del campo

28/05/2012 Off di Miriam Oryah

Rav Avraham Sutton


Quali sono le anime più elevate che scenderanno in terra prima dell’era messianica? Non pensate che sia arrivato il momento di trovare la risposta? Ricordate le parole dell’Arì:

Mentre esse (cioè, le anime) iniziano la loro discesa verso questa dimensione, per ricoprirsi nei corpi fisici, le loro “radici” restano attaccate alla sorgente da cui sono state “intagliate” (e da cui continuano a ricevere il loro sostentamento). Solo i rami di queste radici discendono, protendendosi in basso, fino a ricoprirsi nei corpi di questa dimensione [inferiore, fisica]. Assomigliano in tutto e per tutto ai rami di un albero che sono attaccati al tronco, ma che curvandosi possono toccare terra, mentre sono ancora attaccati al tronco dell’albero…

Questo è il significato profondo del versetto “Ki ha’adam etz ha’sadeh, perché l’uomo è un albero del campo” (Deuteronomio 20:19). Questa è anche la ragione mistica del nome raddoppiato di alcuni tzadikim [nella Bibbia], come “Abramo, Abramo” (Genesi 22:11), “Giacobbe, Giacobbe” (Genesi 46:2), “Mosè Mosè” (Esodo 3:4). Il primo nome corrisponde alla radice che resta in alto, attaccata all’Albero, mentre il secondo nome è il ramo che discende per ricoprirsi nel corpo fisico.

Il Leshem ha scritto:

L’essenza del livello dell’anima resta in alto, ma fa scintillare in basso la sua proiezione nel corpo. Questa proiezione penetra nel corpo, dove funge da anima (immanente). In questo modo, tramite quel raggio proiettato dall’anima superiore, il corpo attinge la sua forza vitale e la sua esistenza dall’Alto, per tutto il tempo che è stato stabilito.

Dovete capire che noi siamo i raggi proiettati dalle nostre anime superiori nel nostro corpo. Noi siamo incarnazioni del nostro sé superiore. Qui vediamo solo il costume che indossiamo in questa vita, ma la coscienza di chi siamo veramente è seppellita profondamente dentro di noi.

E chi siamo noi, se non le scintille delle grandi anime? Adamo ed Eva, Abramo e Sarah, Isacco e Rebecca, Rachele, Giacobbe e Lea, Yehuda, Giuseppe, Mosè, Aronne, Miriam…

La vera felicità è sapere chi siamo

La verità celata da questo nostro mondo è profondissima. Talmente profonda che Dio ha capito che avrebbe potuto rivelarcela solo tramite delle storie. Tramite le storie delle nostre vite, lavoriamo a ritroso e verso l’alto per capire la Sua storia, il Suo piano, la Sua volontà.

La Bibbia non è composta solo da storie, ovvero le storie non sono solo delle storie. Questo è enfatizzato efficacemente in un passo straordinario dello Zohar (3:152 a):

Rabbi Shimon disse: guai a chi pensa che la Torah sia stata rivelata solo per raccontare storie mondane. Perché in tal caso, persino oggi potremmo comporre una torah piena di insegnamenti mondani persino migliori di quelli contenuti nella Torah! Se la Torah è stata data solo per insegnarci questioni mondane, allora anche i principi e i governanti delle nazioni hanno composto opere di valore letterario superiore. In tal caso, allora, dovremmo seguirne le orme e comporre una torah simile alla loro. Invece, tutte le parole della Torah sono immensamente sublimi e contengono segreti superni.

Vieni e vedi. La dimensione spirituale e quella fisica sono parallele. Israele in terra corrisponde agli angeli in cielo. A proposito degli angeli è scritto: “Egli trasforma i Suoi angeli spirituali in venti fisici; i Suoi ministri celesti sfolgorano in lampi di luce” (Salmi 104:4). Infatti, quando gli angeli scendono in questo mondo, si rivestono negli “abiti” di questo mondo [si “materializzano” nella struttura molecolare della materia fisica]. Se non si rivestissero negli “abiti” [corpi fisici] di questo mondo [se non diminuissero le loro frequenze energetiche] non potrebbero restare sul piano terreno; [il livello energetico di] questo mondo non potrebbe tollerarli.

Allo stesso modo, le storie della Torah sono gli abiti della Torah. Di conseguenza, chiunque scambia [gli abiti] per la vera Torah, chi pensa che questi sono la Torah, e non solo qualcosa che ammanta la Torah, corre il rischio di degradare il suo spirito e di perdere una parte nel Mondo a Venire. Per questo motivo, re Davide chiese a Dio, “Ti prego, illumina i miei occhi, così che io possa contemplare le meraviglie della tua Torah” [Salmi 119:18]. Cioè, lui desiderava [liberarsi dai veli che gli coprivano gli occhi così da poter) contemplare ciò che è nascosto sotto gli abiti della Torah.

Vieni e vedi. La Torah ha un corpo e un’anima. Il corpo della Torah sono i suoi comandamenti, che sono chiamati gufei Torah, letteralmente, membra della Torah. Questo corpo è ricoperto da abiti, cioè le storie mondane della Torah. Gli sciocchi non provano neanche a guardare cosa c’è sotto questi indumenti. Quelli che capiscono di più non guardano gli abiti, ma il corpo che essi ricoprono. I veri sapienti, i servitori del Re Superno… guardano l’anima della Torah, la sua essenza. Nel futuro ultimo, questi sono destinati a contemplare l’anima dell’anima della Torah… Guai a chi pensa che la Torah non sia altro che storie… Felici sono quelli che vedono la Torah come è in realtà…

Le storie della Bibbia (Tanakh in ebraico) sono invece degli archetipi o incontri situazionali con Dio, visti attraverso il prisma delle vite dei suoi interpreti principali, e cioè i giusti di ogni generazione e i bnei Yisrael, i figli di Israele, il popolo ebraico.

Il popolo ebraico fu scelto per vivere come protagonista in queste storie archetipiche. Ma non in modo tale che gli altri potessero dire, “Oh, questa è solo la loro storia”. No, il popolo ebraico deve sapere che non si tratta della “nostra” storia; cosicchè gli altri siano in grado di individuare le loro storie nelle “nostre” storie.

Le storie sono speciali. Non potete limitarvi semplicemente a leggere una storia o vedere un film. Dovete vivere in una storia, e questa deve vivere in voi.

Una storia in cui non potete penetrare non diventerà mai un classico. Perché una storia sia un classico, ogni essere umano deve poterla penetrare e farla sua. Le uniche storie che ci riescono sono quelle della Bibbia, perché non sono delle semplici storie.

Esse sono dei levushim (abiti, travestimenti, mascherate, costumi). Quello che dovete fare innanzitutto è entrare completamente nella storia. Studiare accuratamente i personaggi e le situazioni in cui si trovano coinvolti.

Ma non fermatevi qui perché il passo successivo è cruciale. Entrate nei personaggi, mettetevi nei loro panni. Consideratevi e vivete come quel personaggio, all’inizio in quella situazione e poi in altre. Cercate veramente di conoscervi attraverso quel personaggio o quei personaggi.

Ma non solo. Dovete ora ritornare in voi, liberatevi del travestimento; rivestitevi nei vostri abiti e portate un po’ dell’essenza di quella storia nella vostra storia.

Ma non fermatevi qui. Consideratevi e sperimentatevi come qualcosa di separato dalla storia nota della vostra vita. Esattamente come vi siete liberati del costume della storia della Bibbia (o di qualunque altra storia), liberatevi del costume della storia che pensavate fosse la vostra. Perché anche quello è solo un travestimento, importante quanto volete, ma comunque un travestimento.

L’attore principale

Pensate a un attore protagonista. È un capitano di una nave e ne indossa i vestiti. Si trova in alto mare… pensate a tutti i particolari del caso. Poi pensate allo stesso attore protagonista che impersona un musicista, un direttore d’orchestra, un medico, un atleta. In ciascuna di queste situazioni il costume cambia, tuttavia l’attore sotto il costume è lo stesso. (E forse anche lui non è più lo stesso, perché man mano che recita un nuovo ruolo cresce in lui la comprensione dell’infinito potenziale che possiede e che gli permetterà di impersonare infiniti ruoli).

Pensate ad una collana di perle o a qualsiasi altra gemma o pietra preziosa. Tutte insieme formano una collana. Guardate attentamente ogni gemma, ogni perla. Come in un sogno, ogni gemma e ogni perla contiene una storia intera, un film intero, una vita intera: un capitano, un musicista, un direttore d’orchestra, un medico, un atleta….

Guardate il filo che tiene insieme tutti questi personaggi diversi e le loro storie, come se il filo fosse l’attore protagonista. Adesso cercate di capire che la vostra anima è quell’attore. Avete interpretato moltissimi ruoli. Chi siete? Chi è il vostro vero sè? La vostra anima. Avete guadagnato o perso? Avete perso (ogni vita comporta una temporanea perdita della vostra vera identità) perché avete dovuto limitarvi a interpretare ogni volta un ruolo individuale. Ma avete anche guadagnato incommensurabilmente perché ogni ruolo che avete interpretato, ogni vita che avete vissuto, vi ha rivelato qualcosa di più riguardo a voi stessi.

Da questo possiamo capire che, anche se ognuno di noi ha interpretato tante parti in molte vite, possiamo comunque considerarci una sola anima. Potremmo addirittura dire che tutte queste vite (come le perle unite da un filo) sono scene diverse di una sola grande vita.

Adesso saliamo di un gradino superiore verso le nostre anime. Chi è l’Autore che si nasconde dietro tutte queste storie? Chi siamo noi, cosa sono le nostre anime, in rapporto all’Autore? Perché è tanto difficile per gli esseri umani riuscire a capire che siamo anime, e non solo questo, che siamo tutti legati l’uno all’altro ai livelli più alti e allo stesso Autore? Chi è l’Autore? Cosa possiamo sapere di Lui?

Come abbiamo già detto prima, attraverso le storie delle nostre vite, lavoriamo a ritroso e verso l’alto per capire la Sua storia, il Suo piano, la Sua volontà.

Questo diventa un modo completamente nuovo di vivere le nostre vite. Attraverso il prisma delle nostre vite possiamo incontrare l’Autore mentre si manifesta nelle nostre vite. Una volta che iniziamo a capire la lezione profonda che c’è dentro ogni storia – che è il vero motivo delle storie – possiamo spogliarci del livello storia e ascendere dalle storie verso l’Uno che si nasconde dietro alla storia, dapprima al livello dell’anima individuale (neshamah), poi al dramma collettivo delle anime (chayah), per arrivare quindi all’Autore stesso (yechidah).

Quanto scritto sinora è solo un’introduzione e una panoramica. Il nostro obiettivo adesso è quello di penetrare nelle storie della Bibbia e di attraversare ciascuno dei livelli descritti prima.

Le “storie” della Bibbia

Alcune di queste storie vi saranno più familiari e altre un po’ meno. Alcune, a una prima lettura, vi sembreranno riguardare solo quei personaggi specifici, ad esempio i figli d’Israele. Solo dopo un’ulteriore riflessione esse cominceranno a rivelarvi il loro vero significato universale.

 La narrazione della Creazione: la creazione dell’uomo
 Adamo ed Eva nel paradiso terrestre
 Noè e la generazione del diluvio
 L’accademia di studi (yeshivah) di Shem e Evver
 Abramo in Mesopotamia, a Canaan, in Egitto; la visione di Abramo (il patto tra le parti); la circoncisione di Abramo
 Lot a Sodoma; la distruzione di Sodoma
 Isacco (la giovinezza di Isacco come fratello minore di Ismaele; Isacco sull’altare; Isacco che benedice Giacobbe ed Esaù)
 Giacobbe (la visione della scala di Giacobbe; Giacobbe nella casa di Laban; la lotta di Giacobbe con l’angelo; Giacobbe con Esaù, Giacobbe che scende in Mitzrayim (Egitto) per incontrare Giuseppe, etc…)
 Giuseppe in Mitzrayim (Egitto)
 Bnei Yisrael (i figli d’Israele) in Mitzrayim (Egitto)
 Mosè (la nascita di Mosè; la giovinezza di Mosè; Mosè al roveto ardente; Mosè che affronta il Faraone e i suoi maghi)
 Le dieci piaghe; l’Esodo dall’Egitto; la traversata del Mar Rosso
 Giosuè che combatte Amalek
 Il Monte Sinai; i dieci comandamenti
 Le prime tavole dei dieci comandamenti; il vitello d’oro
 La rivelazione dei 13 attributi della misericordia; la Teshuvah; le seconde Tavole dei dieci comandamenti
 Il modello del Mishkan
 Gli esploratori; le 42 tappe nel deserto
 Mosè e Korach
 Il mago Bilaam
 L’ultimo mese di Mosè (ripetizione della Torah = Libro del Deuteronomio)
 Giosuè; il Libro di Giosuè
 Il libro dei Giudici
 La megillat-rotolo di Ruth
 Il primo e secondo libro di Samuele: il Profeta Samuele, Re Saul, Re Davide; Gerusalemme
 Il primo e il secondo libro dei Re: Re Salomone, il primo Tempio, la divisione del Regno; il Profeta Elia; l’esilio delle dieci tribù d’Israele; la distruzione del primo Tempio; l’esilio a Babilonia; Daniele, la visione di Ezechiele del carro; l’impero persiano
 La storia di Purim
 Ezra e Nechemiah, Chagai, Zaccaria, Malachia, il ritorno alla terra per costruire il secondo Tempio
 Alessandro il grande; l’impero greco; l’ellenismo
 Il periodo dei grandi saggi
 L’impero romano
 La distruzione del secondo Tempio
 Il grande esilio romano (Esaù/Edom, Ismaele, Erev Rav)
 Il periodo precedente la venuta del messia ebraico
 L’età messianica
 Il terzo Tempio.
 Il mondo a venire
 Il ritorno a casa: l’eternità.
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