Ghesher tzar meod – La vita è un ponte stretto

Ghesher tzar meod – La vita è un ponte stretto

06/02/2019 Off di Miriam Oryah

Il mondo, la vita,è un ponte stretto, l’essenziale è non avere paura. Lo yetzer hara, l’istinto al male (che ci scatena nell’ira, impazienza, impulsività, insensibilità, indifferenza ai problemi altrui, negatività, pessimismo, nervosismo, mancanza di fiducia in se stessi e in Hashem, il voler controllare gli altri, il pettegolezzo e la maldicenza, egocentrismo ed egoismo, irrequietezza, e via dicendo) può inserirsi solo nei nostri pensieri (e non nelle nostre azioni, Dio non voglia) e ci istiga a diventare suoi schiavi, ma quando ci si rifiuta di seguirlo ne esce sconfitto completamente. Quando sentite una voce interiore che vi spinge in direzione contraria alla pace e alla serenità, questo è il segno che quel momento è un test. Quando sentiamo questa voce negativa interiore bisogna fermarsi, rilassarsi,  non agire d’impulso e soprattutto non parlare. Allontanarsi mentalmente dalle persone intorno a noi che potremmo ferire. Andare sul balcone, o alla finestra, o in strada, fare dei bei respiri profondi per espellere dai nostri pensieri il nostro avversario interiore e ritornare sereni. Questo è il nostro lavoro sconfiggere il male che penetra nei nostri pensieri, e rifiutarsi di seguirlo, senza averne timore, perché non ha nessun potere. Non bisogna avere timore di niente e nessuno, bisogna temere solo Hashem di non staccarci mai dalla Sua via e dal Suo volere.

Allontanarsi dai nostri pensieri negativi e li sostituiamo con pensieri belli e positivi è una nostra scelta, la scelta tra il seguire il nostro angelo buono e sconfiggere quello cattivo, perché facciamo del male solo a noi stessi.

Quando diciamo una parola volgare, il nostro spiritello cattivo ne gode e poi si trasformerà nello spirito accusatore e noi falliamo il test,

se riusciamo a superare questo impulso e a sostituirlo con parole buone e positive, avremo creato un angelo difensore in alto.

La realtà spirituale che creiamo influenzerà il nostro benessere o il contrario, Dio non voglia.

Parole, emozioni e soprattutto pensieri positivi ci innalzeranno e la realtà spirituale positiva che avremo creato ci porterà occasioni favorevoli da cogliere nella vita, aumenti di stipendio inaspettati, avanzamenti di carriere, il trovare un lavoro migliore, pace e serenità in famiglia, e lo studio della Torah ci porterà tutto quello di cui abbiamo bisogno: non bisogna far altro che chiedere a Dio con nostre preghiere personali a tu per tu con Lui.

E soprattutto non bisogna dimenticare che il canto è la forma più alta di preghiera e comunicazione con Dio, attraverso il canto ripuliamo i nostri canali di comunicazione con la realtà spirituale dentro e fuori di noi, che ci circonda e avvolge.

Questo canto cantato da Ofra Haza è stata scritta da Rabbi Nachman di Breslov ed è popolarissima in Israele, cantata anche dai soldati in missioni molto difficili, come le nostre vite, che non sono facili ma hanno uno scopo profondo, rendere noi stessi migliori e il mondo un posto migliore

Kol ha Olam kullo

Ghesher tzar meod (3 volte)

Ve ha Ikar

Ve ha Ikar

Lo lefached

Lo lefached klal (4 volte)

Il mondo intero è un ponte molto stretto

E la cosa più importante è di non avere paura,

di non aver affatto paura

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